I dupe di profumi sono legali?

I dupe di profumi, cioè le imitazioni o alternative più economiche ai noti profumi di marca, si muovono in una zona grigia dal punto di vista legale. In linea di principio, le fragranze in sé non sono protette dal diritto d’autore o da brevetto, poiché è difficile definire una determinata composizione olfattiva come proprietà intellettuale. Per questo è legale analizzare un profumo e creare una miscela olfattiva simile.

Esistono tuttavia dei limiti legali, in particolare nel diritto dei marchi e nella normativa sulla concorrenza. La situazione diventa problematica quando un produttore di dupe utilizza nomi di marca, loghi o design delle confezioni protetti, oppure commercializza il proprio prodotto in modo tale da generare confusione con l’originale. Ciò potrebbe costituire una violazione del marchio o concorrenza sleale. Allo stesso modo non è consentito che un’azienda pubblicizzi esplicitamente con il nome dell’originale, ad esempio “dupe di Chanel No. 5”, poiché questo potrebbe configurare uno sfruttamento illecito della reputazione altrui.

In sintesi, i dupe di profumi sono di per sé legali, finché non violano diritti di marchio tutelati o non traggono in inganno i consumatori circa la loro provenienza.